Al plesso Carducci di Este la scuola apre le porte prima della prima campanella: dal 1° settembre sessanta ragazze e ragazzi protagonisti di un percorso di orientamento tra scoperta di sé, laboratori e incontro con il mondo del lavoro.
La scuola è cominciata prima della prima campanella. Dal 1° settembre, quando le lezioni non erano ancora iniziate, il plesso Carducci di Este ha aperto le proprie porte per accogliere le studentesse e gli studenti coinvolti in “Talenti in viaggio”, il progetto di orientamento voluto e attivato dalla scuola per accompagnare i ragazzi alla scoperta delle proprie attitudini, capacità e aspirazioni.
Una scelta che assume un significato particolare proprio per il momento in cui il percorso ha preso avvio: prima dei libri, degli orari e dei programmi, la scuola ha scelto di partire dai ragazzi e dai loro talenti. Un tempo dedicato a conoscersi, sperimentarsi, scoprire ciò che si sa e si ama fare e cominciare a guardare con maggiore consapevolezza alle scelte future.
Il progetto proseguirà fino alla fine di ottobre e coinvolgerà complessivamente 60 studentesse e studenti delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado, attraverso attività esperienziali, laboratoriali e riflessive.
“Talenti in viaggio” è un titolo che racchiude già il senso dell’iniziativa: il talento non come qualcosa di definito una volta per tutte o riservato a pochi, ma come una potenzialità da riconoscere, mettere alla prova e coltivare. E il viaggio come metafora di un percorso che, prima di condurre verso una scelta scolastica, invita ciascuno a interrogarsi su di sé.
Il percorso si sviluppa idealmente attraverso tre tappe: conoscersi, sperimentarsi, progettarsi.
La prima, “Mi conosco”, porta lo sguardo verso l’interno. Attraverso attività interattive, cooperative learning, role playing, narrazione personale, problem solving ed esperienze di autovalutazione, gli studenti sono accompagnati a riconoscere interessi, inclinazioni, stili di apprendimento, punti di forza e possibili aree di miglioramento. L’obiettivo è sviluppare quel senso di autoefficacia che permette a un ragazzo di percepirsi come capace di affrontare richieste e sfide.
Con “Realizzando mi appassiono” il viaggio passa dalla riflessione all’esperienza concreta. Attraverso attività laboratoriali gli studenti possono mettersi alla prova, scoprendo come competenze tecniche, STEM e digitali possano intrecciarsi con creatività, collaborazione, capacità di risolvere problemi e lavoro di squadra.
Perché qualche volta un talento si riconosce proprio così: facendo qualcosa che non si era mai provato a fare.
La terza tappa, “Costruisco i ponti tra il presente e il futuro”, porta infine i ragazzi a confrontarsi direttamente con il mondo delle professioni e con il tessuto produttivo del territorio. Il progetto vede, in questa fase, il coinvolgimento di Confartigianato Vicenza attraverso CESAR, il suo ente di formazione, con la partecipazione dei formatori Franco Giampietro e Greta Pigatto, che accompagneranno gli studenti in laboratori di meccanica, manifattura e falegnameria.
Non si tratterà semplicemente di conoscere o sentir raccontare alcuni mestieri, ma di sperimentarli attraverso il fare: entrare in contatto con materiali, strumenti, tecniche e processi di lavorazione, affrontare problemi concreti e mettere alla prova capacità che non sempre hanno occasione di emergere nella quotidianità scolastica. L’esperienza laboratoriale diventa così essa stessa uno strumento di orientamento, capace di far incontrare la scoperta delle proprie attitudini con la conoscenza del mondo del lavoro.
La collaborazione con Confartigianato Vicenza e CESAR rafforza inoltre il dialogo tra scuola e territorio che costituisce uno degli elementi qualificanti di “Talenti in viaggio”. Imprese, enti, associazioni e realtà del terzo settore possono diventare interlocutori educativi, capaci di mostrare ai ragazzi professioni, competenze e percorsi forse ancora poco conosciuti e di ampliare il loro orizzonte oltre aspettative, consuetudini e stereotipi.
Mettere le mani in pasta, costruire, progettare, risolvere un problema concreto può diventare così un modo per scoprire qualcosa di nuovo anche su se stessi.
È qui che il viaggio assume pienamente il significato dell’orientamento: non indicare ai ragazzi una strada già tracciata, ma fornire loro strumenti ed esperienze per imparare a scegliere la propria, perseguendo l’obiettivo di dare alla propria vocazione una direzione
“Talenti in viaggio” punta così a costruire un ponte tra scuola, vita e lavoro, mettendo al centro la persona e le sue possibilità. L’orientamento non si esaurisce nel momento in cui bisogna scegliere una scuola superiore: comincia quando un ragazzo impara a riconoscere ciò che lo interessa, individua il proprio desiderio, incontra realtà che non conosceva e comincia a immaginare il proprio posto nel mondo.
Il progetto, avviato il 1° settembre al plesso Carducci di Este e destinato a proseguire fino alla fine di ottobre, coinvolge 60 studentesse e studenti delle classi seconde in un percorso complessivo di 30 ore.
Una scuola, dunque, che ha scelto di cominciare l’anno partendo dai ragazzi e dai loro talenti, prima ancora che dai programmi. E un viaggio che prende le mosse da una domanda apparentemente semplice — “Chi sono e che cosa so fare?” — per accompagnare ogni studente verso una domanda ancora più importante: “Come posso diventare ciò che sono?”
Elis Rossi
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